giovedì 10 aprile 2014

Android e open source

Posted By: Giangiotto Malatesta - 12:46

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In questi giorni ho avuto un piacevole scambio di opinioni sul blog a proposito della natura di Android. Ne ho sentite di tutti i colori e quindi è meglio fare chiarezza. O forse è solo voglia di aver l’ultima parola? Fatto sta che sono qui ad esordire con questo articolo.
Andiamo dritti al punto: Android è o non è open source? E cosa significa dire che qualcosa è open source in soldoni?
Se ci rechiamo sul sito http://source.android.com/ risulta dalla quarta parola che Android è appunto open source. Quindi avevo ragione io \\(^_^)//
ROSICATE!
Approfondiamo anche la questione delle gapps



Non facciamo i velociraptor: le gapps non sono essenziali in android.
Invece il kernel è essenziale. Il kernel può essere paragonato al motore di un’auto. Esso infatti mette in comunicazione hardware del device e processi in esecuzione.
Se googlate Francisco Franco oltre ad ottenere il sanguinario dittatore spagnolo otterrete anche l’autore di un famoso kernel android.
Infatti questo ragazzo dal nome infausto ha modificato il kernel, rilasciato sotto licenza open, e ne ha fatto una versione originale. Perché? Perché si può sempre ottimizzare un generico kernel su una determinata macchina in modo da ottenere prestazioni migliori con consumi più bassi. Oltre al franco kernel esistono molti altri kernel modificati con lo stesso scopo. Oppure ci sono kernel che sono ottimizzati per i benchmark con appunto lo scopo di favorire le prestazioni.
Sul mio amato nexus ho anche installato app per sapere in tempo reale come lavora il processore, quanta ram c’è. Quali processi si possono avviare al boot e quali no.
Insomma c’è la libertà di poter mettere mano al codice e di poter modificarlo in modo profondo. Non ci sono solo i singoli appassionati a mettere mano al codice.
Ci sono anche grandi ditte, concorrenti di Google, che propongono una propria versione di android con i propri servizi installati. Possiamo fare l’esempio illustre di amazon con i suoi kindle.


ma anche la molto apprezzata miui



o la famosa yandex che presenta delle interessanti app anchesul playstore


Questo è Android. Questo è l’open source. Chiunque ha la libertà di poter modificare il codice e di poterlo ridistribuire. Non so se almeno ora su ios o windows phone è possibile anche soltanto cambiare la ui. Per fortuna me ne sono tenuto sempre alla larga. Certo, laggheranno di meno(in determinate condizioni) o avranno dei servizi importanti ma non avranno mai la libertà di poter modificare il codice.
Quindi bona. Resto con android. A prescindere. Supportiamo la comunità e supportiamo il software aperto: ci conviene.

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